- BANDO DI CONCORSO (Sede Piemonte) - PER L’AMMISSIONE AL CORSO DI ANIMAZIONE
- Procedura per partecipare al CONCORSO PER L'AMMISSIONE AI CORSI ORDINARI DELLA SCUOLA NAZIONALE DI CINEMA DI ROMA del triennio 2014-2016
- Dal 21 al 26 maggio al cinema Trevi "Franco Giraldi, un autore di frontiera"
- La Biblioteca "Luigi Chiarini" del Centro Sperimentale di Cinematografia organizza il mercatino di maggio
- 5 per 1000 alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, un contributo al Cinema Italiano
- Archivio news
- Home
- / «Bianco e Nero» n. 572
«Bianco e Nero» n. 572
PASSATO PROSSIMO. Cinema e media in Italia negli anni Settanta
E' uscito il
nuovo numero della rivista del Centro Sperimentale di
Cinematografia «Bianco e Nero», anche questo a
carattere monografico, dedicato al rapporto intercorso nel nostro
Paese tra il mezzo espressivo cinematografico e gli altri media
audiovisivi, in progressiva e conflittuale contrapposizione
già nel corso degli anni settanta.
Pochi periodi come gli anni
Settanta hanno stimolato in modo così ricorrente e insistito
il ricordo dei testimoni e l'attenzione degli studiosi, seppure,
almeno per quanto concerne il cinema e i media, non siano ancora
mature ricerche sistematiche che esplorino a fondo l'eredità
di questo decennio. Ed è proprio da questa persistenza
frammentaria che prende le mosse la sezione monografica di "Bianco
e nero" 572, curata da Claudio Bisoni, Paolo Noto, Guglielmo
Pescatore, dal titolo Passato prossimo. Cinema e media in Italia
negli anni Settanta. L'attenzione continua per un periodo
insieme vicinissimo e remoto sembra essere la spia di qualcosa che
travalica gli eventi, pure epocali, che lo hanno caratterizzato e
di cui la storiografia di settore ha reso in larga parte conto: la
scomparsa di quella generazione di registi che aveva fatto
conoscere il cinema italiano a livello internazionale dopo la
seconda guerra mondiale, la crisi irreversibile che colpisce la
produzione e l'esercizio, la fine del monopolio Rai sulle
telecomunicazioni.
I saggi che compongono il
monografico affrontano gli anni Settanta non come il periodo in cui
qualcosa finisce o si compie (il cinema d'autore, il sistema dei
generi, la stagione dell'impegno politico), ma al contrario come il
momento in cui si definiscono e si trasformano pratiche
cinematografiche e mediali, forme di produzione e di circolazione
dell'audiovisivo, modelli di aggregazione comunitaria attorno a
prodotti culturali che ancora oggi sono attive e, anzi, in qualche
misura contribuiscono a caratterizzare lo scenario attuale. Ne
emerge un ritratto contrastato e vivido, perché gli anni
Settanta parlano ancora alla contemporaneità, restano
indimenticati e ingombranti. L'impressione che in qualche modo
riguardino il nostro tempo e ci possano aiutare a capirlo prende
forma e trova fondamento nelle riflessioni qui proposte.
Fra gli autori e le autrici dei
saggi: Stefano Baschiera, Sandro Bernardi, Francesco Di Chiara,
Giovanna Maina e Federico Zecca, Giacomo Manzoli, Catherine O'Rawe,
Laura Sangalli.
Chiude il numero, fuori dalla
monografia in sezione "mappe", il saggio di Cristina Formenti
intitolato Il mockumentary: quando le estetiche documentarie
diventano stile cinematografico.